Addio sguardo stanco: come ringiovanire il contorno occhi senza chirurgia
Molti pazienti arrivano in studio con la stessa domanda: “Esiste un modo per migliorare il contorno occhi senza ricorrere alla blefaroplastica?”
La risposta, come spesso accade in medicina, non è un semplice sì o no. Dipende molto dalla causa e dalle caratteristiche della pelle e dei tessuti della zona perioculare.
In diversi casi, tuttavia, è possibile ottenere un miglioramento significativo dello sguardo con trattamenti non chirurgici che restituiscono al volto un aspetto più fresco, riposato e armonico.
La zona perioculare è una delle aree più espressive e più delicate del viso. Con il tempo, la perdita di volume nelle tempie e il cedimento progressivo dei tessuti, appesantiscono lo sguardo, lo fanno apparire stanco e meno aperto. Non sempre serve un intervento chirurgico per migliorare la situazione, esistono approcci non invasivi ma molto efficaci, che in studio valutiamo e personalizziamo in base ad ogni paziente.
Perché la zona perioculare “invecchia” così in fretta
Gli occhi sono spesso la prima parte del viso a mostrare i segni del tempo e questo non è un caso. La pelle che si trova intorno all'occhio è la più sottile del corpo, priva quasi completamente di ghiandole sebacee e soggetta a migliaia di micro-movimenti ogni giorno.
La tempia, un punto chiave per lo sguardo
Con il passare del tempo, la perdita di volume nei tessuti profondi,dà origine al tipico solco infraorbitario, che proietta un’ombra sulla cute generando sul viso un’aria stanca, difficilmente attenuabile anche dopo un adeguato riposo.
A ciò si aggiunge il progressivo rilassamento cutaneo delle palpebre, sia superiori che inferiori, appesantendo così lo sguardo e facendo apparire gli occhi più piccoli e meno espressivi.
Pochi ci pensano ma le tempie giocano un ruolo fondamentale nell'aspetto complessivo dello sguardo. Con l'età, il tessuto adiposo in questa zona tende a ridursi, creando un effetto di "svuotamento" laterale che abbassa la coda del sopracciglio e appesantisce la palpebra superiore.
A seconda del caso, è possibile ripristinare il volume perso in questa area con un filler. Con delle iniezioni a livello temporale infatti possiamo riposizionare la coda del sopracciglio andando a distendere il contorno laterale dell'occhio, recuperando apertura e luminosità dello sguardo.
In alcuni casi, l’aspetto “appesantito” dello sguardo non dipende dalla perdita di volume ma da un’eccessiva attività muscolare che abbassa la coda del sopracciglio o modifica la curvatura della palpebra. In queste situazioni, la tossina botulinica si rivela una scelta efficace e mirata.
Con piccole quantità di tossina botulinica posizionate in punti molto specifici, è possibile ottenere un lieve ma percettibile brow lift che apre l'occhio in modo del tutto naturale. Il risultato dipende molto dall'anatomia individuale e dalla valutazione di partenza, per questo la visita è sempre il primo passo imprescindibile.
Plasma IQ di Neuvia: la "blefaroplastica non chirurgica"
Quando alla perdita di volume si associa anche una lassità della pelle palpebrale, con accumulo di cute in eccesso sulla palpebra superiore o la formazione di piccole borse sotto gli occhi, utilizziamo il Plasma IQ di Neuvia, un dispositivo di microelettrochirurgia non invasiva, che agisce direttamente sulla qualità e sul tono della pelle.
Cos'è il Plasma IQ? È un dispositivo medico che utilizza il plasma (il quarto stato della materia) per generare una micro-scarica controllata. Questa energia vaporizza minuscoli punti di tessuto superficiale senza toccare la pelle o danneggiare i tessuti circostanti.
Perché sceglierlo per lo sguardo?
Effetto Lifting: Induce una retrazione immediata della pelle, ideale per risollevare leggermente la palpebra superiore o distendere le cosiddette "zampe di gallina".
Rigenerazione: Stimola la produzione naturale di collagene ed elastina, migliorando la qualità della pelle nel tempo.
Sicurezza estrema: Il dispositivo permette una precisione millimetrica, fondamentale quando si lavora vicino agli occhi.
Al termine della seduta inoltre utilizziamo delle maschere lenitive.
Quando invece la blefaroplastica è l'unica alternativa
Quando la palpebra superiore presenta un eccesso cutaneo importante che arriva a coprire parzialmente la pupilla, quando le borse palpebrali inferiori risultano marcatamente sporgenti a causa del prolasso del grasso orbitario, oppure quando la lassità del muscolo orbicolare non risponde in modo adeguato ai trattamenti conservativi, la blefaroplastica chirurgica rappresenta l’opzione più indicata.
Come scegliamo l’approccio giusto
Che si tratti di filler, botox, Plasma IQ o di una valutazione per capire se è il caso di rivolgersi a un chirurgo, tutto comincia nello stesso modo: con una consulenza.
Negli ultimi anni i social hanno cambiato profondamente il modo in cui le persone si avvicinano alla medicina estetica. Si arriva in studio con riferimenti precisi, foto salvate, trattamenti già individuati. È un punto di partenza, non un punto di arrivo.
La consulenza in studio è il momento in cui quella ricerca personale incontra la realtà clinica.
Osserviamo il viso nella sua interezza, ascoltiamo cosa il paziente percepisce e cosa vorrebbe cambiare, valutiamo la qualità della pelle, la distribuzione dei volumi e la dinamica muscolare, così da poterci costruire un'idea chiara di cosa ha senso fare, in quale ordine e con quali realistiche aspettative.